Si la crisis agudiza el ingenio, algo bueno tendrá.

Desde 2005 se están multiplicando por toda Italia Italia varias iniciativas relacionadas con el medio ambiente, organizadas por los grupos de “ecovoluntarios” de los ayuntamientos, para sensibilizar a los ciudadanos sobre el tema de los residuos y su correcta diferenciación.
Una iniciativa que me ha sorprendido gratamente, que está teniendo mucho éxito y va consolidándose año tras año es la que ellos denominan “jornadas del re-uso” o “fiesta del re-uso”. Son ocasiones para intercambiarse objetos que ya no se utilizan, pero que aún se encuentran en perfecto estado y funcionan, alargando de este modo la vida del objeto y evitando que termine en la basura. Es una ocasión también para charlar y conocer personas nuevas.

La receta es muy sencilla: en un espacio público, como puede ser un parque o el patio de una escuela, se instalan diferentes mesas donde se expone la mercancía. La imagen es similar a la de un mercadillo. Cualquier persona puede regalar las cosas que ya no quiera tener en casa y que ya no utilice, a condición de que estén limpias, en buen estado y funcionen perfectamente. Los ecovoluntarios se encargan de la recepción y clasificación del material. Del mismo modo, cualquier persona puede pasarse por allí para ver y llevarse lo que quiera. Y todo absolutamente gratis. Normalmente ponen un límite para el retiro (a veces máximo 5 objetos por persona, otros establecen un máximo de 10), únicamente para uso personal y no para reventa.

Se pueden encontrar muchísimas cosas: cuadros, libros, ropa, artículos para la casa, bicicletas, radios, electrodomésticos, artículos de bebé, juguetes, aparatos electrónicos, equipamientos deportivos… Pero no siempre se encuentra de todo, a veces puede haber una maleta, otras un jarrón, otras una jaula para el canario…, depende de lo que cada uno esté dispuesto a dar.
Lo que suele tener más éxito es la ropa, y de ésta suele haber en grandes cantidades, sobre todo la de los niños más pequeños, que se queda inutilizada siendo todavía nueva porque crecen enseguida. Y la de hombre y mujer, que se quiere sustituir porque pasa de moda, pero que al gusto de otras personas puede resultar perfecta (ahora que se lleva lo vintage).
También se ven bastantes libros y películas en VHS, que ahora con el avance de la tecnología y si ya no se dispone del reproductor adecuado para verlas, se han convertido en un trasto inútil, pero que a un coleccionista le podrían interesar.

No sólo se promuove este intercambio gratuito, también organizan talleres para niños para enseñarles a darles nuevos usos a los objetos que hay en casa, para evitar que tantas cosas todavía utilizables acaben en la basura y con la finalidad de reflexionar sobre la importancia de reducir residuos y reciclar.

Sinceramente dudo que algo así pudiera ser viable en mi ciudad natal y en España en general. Por una parte, los españoles somos demasiados orgullosos como para aceptar algo ya usado por otra persona (y vaya usted a saber por qué manos habrá pasado). Los españoles queremos llevarlo todo a estreno y en ese grupo también me incluyo yo. La prueba más evidente la he visto en los vestidos de novia y vestidos de comunión. En Italia es normal casarse o hacer la primera comunión con un vestido prestado o alquilado. Existen negocios que se dedican exclusivamente a eso: alquiler de vestidos de novia. En rarísimas ocasiones se compra (bueno, sí, los muy muy ricos).

Por otra parte, también es muy español lo de “Si es gratis, me lo llevo”. A veces pienso que si se organizara algo así, pocas personas estarían dispuestas a regalar sus cosas y no faltaría tampoco quien iría a arrasar con todo por el simple hecho de que es gratis o para revenderlo en mercadillos.

IT

Mercato del riuso

Se la crisi fa sviluppare la fantasia, vuol dire che qualcosa di buono avrà.

Dal 2005 si stanno moltiplicando in tutta Italia diverse organizzate da gruppi di ecovolontari dei comuni, allo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’argomento dei rifiuti e la loro corretta differenziazione.
Un’iniziativa di molto successo che ho particolarmente gradito e che si sta consolidando anno dopo anno è ciò che loro chiamano “giornate del riuso” o “festa del riuso”. Sono occasioni per scambiarsi oggetti non più adoperati, ma che sono ancora in buono stato e funzionanti, allargandone in questo modo la loro vita ed evitando che finiscano nella spazzatura. E’ un’occasione anche per chiacchierare e fare nuove conoscenze.

La ricetta è molto semplice: in uno spazio pubblico, come ad esempio un parco o il cortile di una scuola, sono allestite diverse bancarelle dove viene esposta la merce. L’immagine è simile a quella di un mercatino. Chiunque può regalare le cose che non usa e che non desidera più avere in casa, a patto che siano pulite, in buono stato e perfettamente funzionanti. Gli ecovolontari sono incaricati della ricezione e smistamento del materiale. Chiunque può altrettanto venire a dare un’occhiata e prendere quello che vuole. E tutto è assolutamente gratis. Di solito c’è un limite per il ritiro (a volte un massimo di 5 oggetti per persona, altri stabiliscono un massimo di 10), soltanto per uso personale e non per la rivendita.

Si possono trovare tantissime cose: quadri, libri, vestiti, articoli per la casa, biciclette, autoradio, elettrodomestici, articoli per l’infanzia, giocattoli, apparecchi elettronici, attrezzature sportive… Ma non sempre si trova di tutto, a volte può esserci una valigia, altre volte un vaso, altre volta una gabbia per il canarino…, dipende da quello che ognuno è disposto a cedere.
Ciò che di solito raccoglie può successo è l’abbigliamento, e di solito ce n’è in grandi quantità, soprattutto gli indumenti da bambino, oggetti che rimangono inutilizzabili essendo ancora nuovi perché i bimbi crescono in fretta. E l’abbigliamento da uomo e da donna, il quale si vuole sostituire perché non è più alla moda, ma che probabilmente sarebbe perfetto per il gusto di altre persone (adesso che il vintage è in voga).
Si vedono anche parecchi libri e videocassette VHS, che ora con il progresso della tecnologia, se non hai più l’apparecchio adatto per la loro visione, diventano qualcosa di inutile, ma ad un collezionista potrebbero interessare.

Non soltanto si promuove questo scambio gratuito, si organizzano anche delle attività per bambini affinché imparino come dare nuovi usi agli oggetti della casa, per evitare che tante cose anche ancora utilizzabili finiscano nella spazzatura e per riflettere sull’importanza di ridurre i rifiuti e riclicare.

Se devo essere sincera, dubito che qualcosa del genere si possa avviare nel mio paese o in Spagna. Da una parte, gli spagnoli siamo troppo orgogliosi per accettare qualcosa ormai adoperata da un’altra persona (e chissà dove era stata prima…). Gli spagnoli vogliamo inaugurare tutto e in questo gruppo ci sono anch’io. La prova più evidente l’ho trovata negli abiti da sposa e prima comunione. In Italia è abituale sposarsi o fare la prima comunione con un abito prestato o noleggiato. Esistono persino negozi che noleggiano esclusivamente abiti da sposa. E’ molto raro comprarlo (soltanto lo fanno i ricchi).
Dall’altra, è anche molto spagnolo dire “Se è gratis, lo prendo”. Qualche volta penso che, nel caso si organizzasse, poche persone sarebbero disposte a regalare le loro cose e non mancherebbero neanche quelle che farebbero razzie soltanto perché gratis, o per la rivendita in mercatini.

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